DAVIDE REGHIZZI

La biografia è come una brezza che increspa in superficie il mare. I percorsi e le esperienze che si vivono ci formano nel profondo, pur lasciando intatta quella Essenza eterna propria di ogni creatura umana. Se mi interrogo su chi sia, cosa mi contraddistingua, resto disorientato, assente di me: il vissuto diviene un caleidoscopio dal quale è impossibile isolare i singoli colori.

L’amore per la natura, i corsi di sopravvivenza e orientamento condivisi con gruppi di giovani e adulti, il volo con il parapendio; la scrittura psichica, il percorso musicale, anche legato allo sciamanesimo, attraverso i suoni dei tamburi e del didjeridoo, la pittura in uno stato di coscienza superiore, lo studio dei testi sacri volti alla comprensione e all’approfondimento del percorso divino, realizzazione del Sé superiore. L’innato senso di bellezza quale codice identificativo di questo e di tutti gli universi possibili.

Posso considerarmi un ricercatore indipendente, un counselor, dove l’esperienza dell’ipnosi regressiva, mi portò un tassello importante nel mio percorso evolutivo, entrando in contatto con insegnamenti che mi trasformarono, portandomi a uno stato di rispetto e amorevolezza nei confronti di tutti gli esseri viventi. Poi nel mio percorso incontrai le costellazioni familiari e, mosso dall’intento di contribuire all’umana evoluzione, alla risoluzione di dinamiche che imprigionano la natura umana, ebbi l’intuizione d’abbinarle all’amore del teatro, da qui diedi vita alle costellazioni teatrali, tecnica d’aiuto innovativa, che, utilizzando i principi delle costellazioni familiari, porta alla consapevolezza della persona quelle emozioni bloccate e quei legami inconsci che irretiscono e condizionano la vita presente limitandone il sano sviluppo.