fase

PRIMA

I partecipanti sono posizionati a semicerchio, il costellatore seleziona il richiedente il quale esprime il disagio e seleziona i rappresentanti della messa in scena della costellazione teatrale. Il rappresentante del richiedente è posto sul fulcro, mentre gli altri sono posizionati all’interno del semicerchio a percezione del richiedente. Il campo morfogenetico creatosi induce al movimento i rappresentanti, dando una visione del disagio in scena. Il costellatore a sua discrezione, può inserire nuovi rappresentanti e dar voce a questi. L’intento di questa fase è il riconoscimento e la comprensione dell’origine del disagio. I rappresentanti tornano poi a sedere in semicerchio.

fase

SECONDA

Il costellatore chiede ad ogni singolo rappresentante della fase precedente di salire sul fulcro per esprimere verbalmente gli stati emotivi vissuti nella prima fase, indicando nei confronti di chi sono stati vissuti e sottolineando le eventuali emozioni distruttive emerse. Il costellatore, in questa fase, chiede se è possibile identificare l’emozione costruttiva, in alternanza all’eventuale distruttiva emersa lasciando libertà e possibilità che questo avvenga. In questo modo ogni singolo rappresentante ha la possibilità di rivivere il proprio film suddiviso eventualmente in due atti.
Prima fase: espressione emozioni distruttive.
Seconda fase: espressione emozioni costruttive eventualmente riconosciute.

fase

TERZA

Il richiedente si posiziona sul fulcro col relativo rappresentante posto dietro a lui con le mani sulle spalle. Il costellatore inserisce in scena uno alla volta ogni singolo rappresentante, chiedendo l’espressione drammaturgia del film generato nella seconda fase. Il rappresentante del richiedente accompagna quest’ultimo a mostrare, a percepire, a vivere le sensazioni (emozioni distruttive) dei rappresentati in scena. Successivamente il costellatore da un segnale per iniziare l’espressione delle emozioni costruttive.

fase

QUARTA

Il richiedente, posizionato sul fulcro, si apre a ricevere la soluzione che si delinea attraverso il campo morfogenetico, cioè il campo quantico della persona. Qui viene invitato a mettere in scena in una forma drammaturgica la nuova riorganizzazione, con l’intento di una rigenerazione della storia personale, di ciò che si è vissuto finora, grazie alla luce di una nuova visione, di una consapevolezza più grande, in cui la vita non diventa più ripetizione ma un libero fluire.